Quando la febbre si alza

Febbre

QUANDO LA FEBBRE SI ALZA....

Dobbiamo preoccuparci quando la temperatura corporea sale?...

Perche' viene la febbre?....

Proviamo a dare delle risposte a tutte queste domande....

L'uomo, come tutti gli esseri viventi omeotermi (dal greco: omòs=uquale; termos=calore) e' in grado di mantenere costante la propria temperatura corporea indipendente da quella dell'ambiente fisico circostante (salvo in casi estremi).
L'omeotermia e' imporyante perche' la maggior parte degli organi vitali lavora, in condizioni di normalita' alla temperatura pressoche' costante di 37gradi mentre a temperature più' alte o più' basse l'organismo si viene a trovare in condizioni di estrema vulnerabilità.
Per questo motivo un sofisticato sistema di termoregolazione localizzato nel cervello consente all'organismo di mantenere costante la temperatura corporea favorendo, a seconda delle necessità, ora la produzione di energia termica,ora la dispersione di calore o della febbre.
Quando fa freddo ad esempio, per non disperdere il calore all'esterno, il nostro organismo riduce l’afflusso di sangue alla cute che diventa fredda e pallida.
Se questa prima linea di intervento non è sufficiente a mantenere la temperatura al giusto livello, viene aumentata la produzione di calore attraverso i brividi, rapide contrazioni muscolari involontarie che non producono movimento ma generano calore a livello dei muscoli, la febbre.
Al contrario, quando fa caldo il flusso di sangue alla cute aumenta per favorire
la dispersione di calore all’esterno.
L’evaporazione del sudore sulla superficie corporea contribuisce a disperdere ulteriormente calore e a mantenere costante la temperatura corporea.

PERCHE’ VIENE LA FEBBRE ALTA?

Si parla di febbre quando la temperatura corporea sale al di sopra dei 37°.
Nei processi febbrili il centro che nel nostro cervello mantiene costante la temperatura corporea (si tratta in sostanza di un vero e proprio termostato),
sotto lo stimolo di sostanze denominate pirogeni e prodotte da agenti microbici (pirogeni esogeni), o dalle cellule dell’organismo (pirogeni endogeni), si resetta temporaneamente su temperature più elevate rispetto a quella normale di 37°.
Ciò determina da un lato l’attivazione dei meccanismi di produzione del calore e dall'altro la riduzione della dispersione di calore verso l’esterno per consentire all'organismo di raggiungere rapidamente il nuovo livello di temperatura stabilito dal “termostato cerebrale”.
Questo giustifica la comparsa di brividi scuotenti e il pallore cutaneo quando la temperatura corporea sale rapidamente causando febbre alta. Se lo stimolo da parte dei pirogeni viene meno (ad esempio quando l’organismo guarisce da un’infezione) il “termostato si resetta sulla temperatura normale di 37°C.
In questo caso l’organismo riduce la produzione di calore e contemporaneamente aumenta la dispersione calore. Questo spiega la comparsa di rossore cutaneo dovuto all'aumento dell’afflusso di sangue alla pelle e la sudorazione quando la febbre cessa rapidamente (ad es. dopo l’assunzione di un antipiretico).

COME SI MISURA LA FEBBRE?

La temperatura viene comunemente misurata a livello dell’ascella, del cavo orale o del retto. Il valore rilevato in sede rettale è quello che più si avvicina alla temperatura interna mentre la temperatura ascellare è più bassa di circa mezzo grado rispetto a quella interna. La misurazione della temperatura orale rappresenta una via di mezzo tra quella rettale e quella ascellare ma può essere falsata in chi usa la dentiera.

CHE FARE SE LA FEBBRE E’ ALTA’?

La scelta di abbassare o meno la febbre alta dipende da un lato dalle condizioni generali del paziente e da quanto tollera la temperatura della febbre, dall'altro dal livello di temperatura raggiunto.
A volte può accadere che un individuo tolleri male anche la febbre alta, come si osserva nei pazienti con malattie cardiache, respiratorie o renali concomitanti, negli anziani e nei bambini più piccoli. In questi casi è prudente evitare che la temperatura salga troppo ed è opportuno rivolgersi al medico che valuterà di volta in volta la terapia più opportuna in base alle caratteristiche cliniche del malato.
Altre volte la febbre è ben tollerata e non deve essere, quindi, abbassata per forza.
In genere si cerca di evitare che la temperatura superi i 38,5°C a livello ascellare o i 39°C a livello rettale.
La terapia per ridurre la febbre alta deve essere quindi usata con oculatezza riservandola ai casi di reale necessità. In questi casi un sano buon senso può guidare l’uso degli anti piretici (noti come antifebbrili), rimedio sempre prezioso a patto che non se ne abusi.

MA LA FEBBRE E’ DANNOSA O … SOLO FASTIDIOSA?

La febbre non è una malattia ma un sintomo che si presenta in molte occasioni diverse il cui elemento comune è l'infiammazione.
La febbre viene considerata da molti un fenomeno che aiuta l’organismo a liberarsi dei microbi causa di infezioni. All'aumentare della febbre la capacità dei microbi di riprodursi, in genere si riduce. L’aumento della temperatura, inoltre potenzia l’attività delle cellule che ci proteggono dalle infezioni. L’aumento della temperatura in corso di infezione è quindi espressione di una pronta reazione da parte dell’organismo.
A conferma di ciò, nelle persone più deboli si osserva spesso un aumento modesto della temperatura corporea in corso di infezioni anche gravi che solitamente determinano la comparsa di febbre molto alta nei soggetti più giovani.

Autore Parafarmaciaweb